Ex cortina ferro da svantaggio a risorsa

Trasformare una storia di grande chiusura in opportunità di sviluppo comune per 24 Paesi dell'Unione europea che si affacciano su quella che era l'ex cortina di ferro, una linea confinaria di 12.500 chilometri che ha separato Occidente da Oriente per decenni e che, lungo 200.000 metri, coinvolge anche il Friuli Venezia Giulia.

È questo l'obiettivo del progetto European Green Belt (Egb) che, oggi a Trieste, ha richiamato rappresentanti italiani, sloveni e tedeschi per una tavola rotonda a cui hanno preso parte anche l'assessore regionale ad Ambiente ed Energia, Sara Vito, e il presidente del Consiglio regionale, Franco Iacop.

 

"Laddove mai sono stati sviluppati progetti urbanistici e la natura è rimasta incontaminata - ha evidenziato Vito - si può ora lavorare insieme in funzione di un turismo sostenibile che mantenga l'ambiente al primo posto. A questo proposito - ha concluso l'assessore - l'incontro di Trieste è un passo importante affinché si possa definire un piano d'azione solido, concreto e credibile".

"Da svantaggio a risorsa - ha invece sottolineato Iacop - il passo è davvero epocale grazie a un nuovo approccio condiviso. Stiamo mettendo in campo una serie di attività in grado di valorizzare aree finora abbandonate a sé stesse e, al contempo, garantirne il mantenimento ambientale. In questo modo - ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale - potremo dare vita ad una nuova fascia di turismo sostenibile in ambiente preservato e proprio al centro dell'Europa".

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