Pronto progetto per interventi bacino torrente Corno

Su proposta dell'assessore all'Ambiente ed energia, Sara Vito, la Giunta regionale ha approvato una delibera con la quale vengono adottate le procedure amministrative e finanziarie necessarie per poter mettere nuovamente a disposizione la somma destinata alla realizzazione degli interventi di sistemazione del bacino del torrente Corno, in Comune di Gorizia, che ora sono appaltabili.

Interventi, che verranno realizzati secondo il nuovo progetto condiviso.

Progetto, che sarà presentato il 7 dicembre, nel capoluogo isontino, dalla Regione e dal Comune.

Considerato il tempo trascorso dalla definizione della delegazione amministrativa tra la Regione e il Comune, per l'avvio dei lavori, si tratta di un atto importante, precisa Vito, in quanto segna un altro passo in avanti, anche dal punto di vista amministrativo.

 

Che consentirà finalmente l'appalto dei lavori, e la realizzazione di questo intervento così atteso dalla comunità di Gorizia.

Infatti, già nel 1997, ricorda l'assessore Vito, la Regione aveva affidato in delegazione amministrativa al Comune di Gorizia l'intervento per la realizzazione del canale scolmatore del torrente Corno, e per la sistemazione del sistema fognario in prossimità dello stesso corso d'acqua, per un importo, allora, di 41 miliardi di lire. Occorre considerare, che il torrente Corno nasce e raccoglie le acque del bacino collinare e montano in territorio sloveno.

E che il progetto preliminare veniva approvato nel 1999, tenendo conto della portata del torrente, e della presenza di scarichi fognari provenienti dalla Slovenia, che confluivano nel Corno. Per arrivare al progetto definitivo, era poi stato necessario un lungo iter, necessario per procedere agli accordi con la Repubblica di Slovenia.

Accordi, che si sono conclusi soltanto nel 2010, in collaborazione con i Comuni di Gorizia e di Nova Gorica, quando è partito il processo di riprogettazione della rete fognaria della città slovena, per l'eliminazione degli scarichi nel torrente Corno. E per la realizzazione, sempre sul territorio sloveno, del bacino di laminazione delle piene denominato Pikolud.

Questi interventi, hanno ridotto la portata massima del torrente per il tratto che interessa il territorio italiano, fino alla confluenza con l'Isonzo.

Di conseguenza, il progettista delle opere incaricato dal Comune di Gorizia, in collaborazione con la stessa amministrazione comunale e con la Direzione ambiente della Regione, ha riprogettato i lavori previsti originariamente, eliminando la galleria scolmatrice delle portate di piena, che non era più ritenuta necessaria.

Con le somme messe a disposizione dalla riduzione dei costi rispetto al progetto originario, sarà ora riqualificata la zona a verde della Valletta del Corno, così com'era stato auspicato dalle Direzioni centrali dell'ambiente e del territorio. "Il progetto relativo al torrente Corno - anticipa Vito - rinnovato a partire dal 2012 e condiviso dal Comune di Gorizia e dalla Direzione ambiente, ha ora superato la fase di verifica tecnica, conclusasi lo scorso mese di luglio, e prevede una importante azione di sistemazione e di risanamento di tutte le condotte fognarie che interferiscono con il corso del torrente, in territorio italiano".

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