Primo incontro su contratto di fiume Judrio

L'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito, ha presieduto a Gorizia, nella sede della Regione, alla prima riunione con i soggetti interessati alla costituzione del Contratto di fiume sullo Judrio.

Incontro, al quale hanno partecipato i rappresentanti delle amministrazioni comunali del territorio interessato, del Consorzio di bonifica Pianura Isontina, e dell'associazione Amici Judrio, presieduta da Hans Kitzmuller.

Una riunione, al termine della quale, come ha evidenziato Vito, è emersa la complessiva condivisione degli obiettivi ipotizzati, e delle potenzialità che dai contenuti progettuali insiti nel Contratto di fiume potranno scaturire.

 

In apertura dell'incontro, Vito ha ripercorso la cronistoria dell'introduzione dei Contratti di fiume nel Friuli Venezia Giulia, che al momento sono attivi per i bacini del fiume Natisone, e del Roiello di Pradamano, alle porte di Udine.

E ha ricordato che la procedura attuativa degli stessi si è conclusa nell'arco di un anno.

In tutta Italia, è stato poi detto da parte dei tecnici, sono attivi 270 Contratti di fiume, che coinvolgono 3300 Comuni.

Ma che cos'è un Contratto di fiume?

E' un accordo che non corrisponde a un appesantimento burocratico rispetto alle tematiche inerenti i corsi d'acqua e i territori interessati.

Infatti, non si tratta di un vero e proprio contratto, deriva dalle normative europee, ed è una forma di condivisione delle problematiche e degli aspetti di carattere idrogeologico, paesaggistico, ambientale, ma anche economico, agricolo, turistico, promozionale.

Che possono essere affrontati con una visione d'insieme, e posti al centro dell'azione degli enti pubblici sotto la regia tecnica della Regione, che ha già stanziato una prima somma per la fase di avvio del Contratto di fiume dello Judrio, e in questo caso, come ha precisato il presidente, Enzo Lorenon, che ne ha dato disponibilità, anche del Consorzio di bonifica Pianura Isontina.

Si tratta infatti di un contenitore aperto alle proposte e alle valutazioni delle comunità locali.

E potrà favorire nel contempo anche la promozione dell'area.

Il Contratto di fiume, è stato detto, è un modello di gestione del territorio, introdotto in Italia dapprima in Lombardia e in Piemonte, mutuato dalle esperienze maturate in Canada, Francia, Germania.

E com'è stato precisato, è un contratto volontario, e si configura quale nuovo strumento di governance' del territorio e dello sviluppo sostenibile.

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